martedì 29 dicembre 2020

PEDAGOGIA

                               VERSO LA SOCIETA' ALFABETA 

L'EDUCAZIONE E LA MODERNITA' BORGHESE




Modernità contro tradizione: La società alfabeta è una società nella quale viene ritenuta indispensabile per tutti la padronanza almeno dei ELEMENTI DEL SAPERE: leggere, scrivere e far di conto.

L'espressione "MODERNITA" cominciò a essere impiegata in alternativa alle consuetudini tipiche della tradizione radicate nella fede religiosa e nei ritmi di vita della società rurale e per sottolineare invece altri valori come la superiorità della civiltà industriale, la fiducia nel progresso ,il valore della razionalità ecc..

Scuola e modello di vita borghese: Il mondo dell'educazione si trovò ben presto coinvolto nella realizzazione della NUOVA SOCIETA' in seguito a una duplice sollecitazione.

I sostenitori della modernità erano convinti che attraverso la GENERALIZZAZIONE DELLA SCUOLA i bambini sarebbero diventati ADULTI ALL'ALTEZZA DEI TEMPI, capaci di inserirsi nella vita sociale e produttiva in modo attivo e volevano una visione laica dell'esistenza.

Il MODELLO DI VITA BORGHESE era considerato un esempio e andava esteso anche ai ceti sociali più poveri, semplici e spesso rozzi. La fiducia nell'educazione, nella scuola e nella pedagogia come sapere in grado di orientare l'educazione accompagnò dunque tutto il diciannovesimo secolo.

LA QUESTIONE DEL METODO

La pedagogia tra etica e psicologia: Per cogliere il senso della posizione di Herbart occorre partire dalla risposta che egli dà sulla NATURA DELLA PEDAGOGIA. Egli la concepiva come un sapere dotato di una propria specificità che fa riferimento, da un lato, alla filosofia morale per l'individuazione del fine educativo e, dall'altro, alla psicologia per le modalità attraverso cui avviene l'apprendimento. 

Herbart considerava la conoscenza umana come un processo che regola il FLUSSO CONTINUO DI RAPPRESENTAZIONI che, di volta in volta, possono varcare o meno la soglia della coscienza con maggiore o minore chiarezza e distinzione.

Il metodo hebartiano:




La pedagogia di Hebart rifugge sia dall'IDEALISMO sia dal semplice empirismo e si propone come scienza pratica, ossia impegnata a definire sia i fini sia i modi per conseguirli.

Il metodo educativo hebartiano consta di un impianto generale e di una didattica specifica. Per il primo punto Hebart individua tre condizioni operative:

  • il governo 
  • la disciplina e cultura morale
  • l'istruzione
Il punto di partenza dell'opera educativa è un ambiente bene organizzato, in secondo luogo, non c'è educazione senza disciplina e formazione del carattere: si tratta perciò di dare ORDINE ETICO alla molteplicità delle rappresentazioni che influenzano il fanciullo .
Questo è possibile mediante due modalità: l'impiego ben ponderato di premi e castighi da u lato e la costruzione della disciplina attraverso l'apprendimento, dall'altro.
L'istruzione educativa consiste infine precisamente nello sforzo di creare la moralità mediante l'esercizio intellettuale. L'impianto metodologico hebertiano prevede, infine, una serie di dettagliate prescrizioni didattiche destinate agli insegnanti.
4 principi:
  • la chiarezza 
  • l'associazione
  • l'ordine sistematico
  • il metodo
IL MUTUO INSEGNAMENTO 

Un'istruzione a basso costo: 



Il mutuo insegnamento fu un metodo dovuto a due educatori inglesi: Andrew Bell e Joseph Lancaster che ebbero l'intuizione di avvalersi degli allievi già alfabetizzati per aiutare i principianti.





Il metodo didattico: Nelle scuole mutue l'insegnamento era limitato alla LETTURA, alla SCRITTURA e al CALCOLO e, per le bambine al CUCITO.
Il locale era fornito alle pareti di grandi cartelloni che presentavano l'alfabeto e le operazioni aritmetiche più semplici. I gruppi di allievi, secondo il livello di preparazione passavano da un cartellone all'altro. 





La critica al mutuo insegnamento: Questo genere di insegnamento venne criticato dato che l'apprendimento si configurava come una specie di catena di montaggio attraverso la quale si produceva un sapere semplice, principalmente a base mnemonica, adatto a persone destinate a restare in condizioni sociali umili e ad avvalersi delle loro capacità alfabetiche in modo piuttosto approssimativo.


ARISTIDE GABELLI E LA " LEZIONE DI COSE"





Vita e opere: Il metodo che ancora viene utilizzato oggi dagli insegnanti italiani è quello predisposto da Aristide Gabelli che fu molto in vista nella vita scolastica dell'ultimo quarto dell'Ottocento. Egli scrisse "Il metodo d'insegnamento nelle scuole elementari d'Italia" che spiegava ciò che occorreva alla scuola elementare, obbligatoria per almeno tre anni ma alla quale accedevano solamente DUE BAMBINI SU TRE.





Un metodo aderente alle esperienze infantili: Gabelli ebbe un approccio al metodo molto diverso da Hebart, in quanto egli svolse un'approfondita riflessione sulla NATURA DELLA SCUOLA ELEMENTARE , sulle sue finalità e sui compiti dei maestri.
Gabelli si chiese a cosa serve la scuola se dopo poco tempo le nozioni apprese vengono dimenticate? L'efficacia della scuola va in base alla capacità dei maestri di essere aderenti alle esperienze infantili. Gabelli auspicava l'impiego di un metodo intuitivo più importante degli stessi contenuti in quanto produceva alla fine del processo formativo un INDIVIDUO CAPACE DI PENSARE CON LA PROPRIA TESTA.






La lezione delle "cose": Tutte le occasioni offerte dall'esperienza stessa degli allievi sono buone per far acquisire conoscenze e abilità.
Nel metodo hebartiano l'allievo è, in pratica, un personaggio senza volto e il primo e centrale protagonista dell'agire educativo è il maestro. In quello di Gabelli è presente, invece, una sensibilità pedagogica più attenta alle dinamiche infantili fino a fare del fanciullo un protagonista attivo e consapevole.

  


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