giovedì 8 ottobre 2020

PEDAGOGIA

 L'EDUCAZIONE TRA RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE



 
RIVOLUZIONE FRANCESE

  • SCUOLA PUBBLICA,LAICA E OBBLIGATORIA
  • NUOVA IMMAGINE DEL BAMBINO:PURO E INCORRETTO

ESPERIENZA NAPOLEONICA

  • SISTEMA SCOLASTICO LAICO E STATALE
  • ISTITUZIONE DEI LICEI
  • NASCITA DELL' UNIVERSITA' IMPERIALE


LA SCUOLA PER TUTTI

RIVOLUZIONE E ISTRUZIONE:
Con la rivoluzione francese si ebbe la fine del'Antico Regime(modo tradizionale di intendere la società e la politica).
I governi rivoluzionari sancirono per la prima volta tra i diritti dell'uomo alcune PREROGATIVE DELL'INFANZIA. Quindi anche in Francia iniziò a fondarsi un'idea di educazione popolare . 

NUOVE CONCEZIONI DEL CITTADINO E DELLO STATO:
La rivoluzione francese introdusse non solo una NUOVA CONCEZIONE DI CITTADINO E DI STATO, ma anche di UOMO, inteso come soggetto portatore di diritti.
Il primo di questi diritti era il diritto ALL'ISTRUZIONE E ALL'EDUCAZIONE, fu infatti a partire da questi principi che la Convenzione nazionale proclamò L'ISTRUZIONE OBBLIGATORIA PER TUTTI.
Il modello educativo proposto dalla rivoluzione francese divenne un costante punto di riferimento e per questo nel corso del diciannovesimo secolo molti si proposero di riformare la scuola non solo in Francia, ma in tutto il continente.

LA RIVOLUZIONE E L'INFANZIA: DAL BAMBINO INNOCENTE AL FANCIULLO SOLDATO 

L'UTOPIA DELL'UOMO NUOVO:
Nel corso del decennio si idealizzò la figura del bambino: egli fu eletto a SIMBOLO DELLA PUREZZA,dell'innocenza, della forza della Rivoluzione stessa, metafora dell'uomo nuovo, non corrotto dal passato.I bambini furono celebrati come la speranza per il futuro della repubblica.
Questa IDEALIZZAZIONE fu l'elemento centrale della propaganda e dell'ideologia rivoluzionaria. 
Inoltre sul corpo del bambino si indirizzavano nuove aspettative che coinvolgevano la medicina, l'igiene, l'educazione civica e ginnica.
Nei progetti educativi rivoluzionari il LAVORO MANUALE e la fatica fisica erano concepiti come mezzi efficaci per fortificare la volontà. Il bambino abituato a compiere lavori faticosi sarebbe divenuto un eccellente SOLDATO.
Per questo motivo i rivoluzionari imponevano alla gioventù ESERCIZI FISICI.

L'ASSISTENZA ALL'INFANZIA:




Ci furono dei cambiamenti anche nel modo di intendere l'ASSISTENZA ALL'INFANZIA abbandonata e agli orfani.
Nella prima fase della Rivoluzione ci si occupò dei bambini abbandonati alla nascita nei brefotrofi, da madri nubili.
Si riprese inoltre la pedagogia di Pestalozzi rimarcando l'IMPORTANZA DEL LEGAME AFFETTIVO MADRE-FIGLIO.
Solo l'EDUCAZIONE FAMILIARE poteva garantire un'adeguata formazione morale, era dunque necessario prevenire l'abbandono, aiutare le famiglie povere e sostenere la madri nubili.
Nel 1792 si arrivò alla promulgazione di una LEGGE SULL'ADOZIONE, ma poche famiglie furono disposte ad adottare un bambino abbandonato.

ORFANI E PICCOLI SOLDATI:




Lo Stato aveva il compito di provvedere agli orfani mettendoli sullo stessa piano dei bambini poveri con famiglia NAZIONALIZZANDO L'ASSISTENZA PUBBLICA..
La nazione diventava simbolicamente madre dei bambini abbandonati. Nel 1793 si definirono i trovatelli "figli naturali della patria".
Questa "fratellanza laica" garantiva a tutti i bambini, con o senza famiglia, l'UGUAGLIANZA DEI DIRITTI. 
Gli orfani non vennero più definiti "figli della colpa" ma figli della patria e acquisivano nuova dignità.
L'INFANZIA, età della debolezza fisica e del non sapere, diveniva nel biennio giacobino MODELLO DI VIRTU' MORALE E DI CORAGGIO MILITARE.
Il bambino nasceva innocente come diceva Rousseau ma era la società a corromperlo.
Sin da piccoli i francesi dovevano imparare a divenire CITTADINI -SOLDATI. Si trattava di un PROGETTO PEDAGOGICO UTOPICO E TOTALITARIO.Lo scopo era quello di introdurre le masse ai VALORI REPUBBLICANI.
Si arrivò ad un certo punto a pensare che i fanciulli appartenessero prima alla repubblica che ai genitori. Ma la SOSTITUZIONE DELLO STATO ALLA FAMIGLIA rischiava di tradursi in realtà in un nuovo assoggettamento del figlio, come si vede dal piano di educazione nazionale più famoso presentato nel 1793 da Robespierre alla Convenzione.Questo modello non voleva tanto insegnare un sapere ma a far ACQUISIRE STABILMENTE DEI COMPORTAMENTI. I rivoluzionari cercavano di accostare la massa educandola ai valori repubblicani.
Il piano prevedeva che l'istruzione dei fanciulli fosse nazionale, uniforme e obbligatoria. E non si facevano differenze fra i bambini. Il sistema educativo sarebbe stato improntato alla MASSIMA AUSTERITA' e a un CONTROLLO CONTINUO: L'obiettivo era formare l'uomo nuovo, il vero repubblicano, lavoratore coscienzioso, dedito alla patria, privo di superstizioni e moralmente integro.

NAPOLEONE E LA NASCITA DEL CONTROLLO STATALE SULLA SCUOLA


LA NASCITA DELLA SCUOLA LICEALE:




L'impero napoleonico si concentrò sull'organizzazione di un SISTEMA SCOLASTICO LAICO E STATALE. Napoleone mise in piedi un sistema d'istruzione molto articolato e per certi versi innovativo . La legge del 1802 si limitò all'istruzione secondaria e superiore dato che sia i fratelli delle scuole cristiane sia le suore orsoline erano molto apprezzati e secondo Napoleone non c'era motivo per sostituirli nelle scuole elementari.
PROFONDI CAMBIAMENTI interessarono invece L'ISTRUZIONE SECONDARIA, la vera novità fu rappresentata dal LICEO, che costituiva l'erede diretto del collegio.
Nelle intenzioni di Napoleone il liceo avrebbe dovuto rappresentare la  FUCINA DELLA CLASSE DIRIGENTE DELL'IMPERO. Il piano di studi rimase comunque incentrato sulle LINGUE CLASSICHE e sulle MATERIE UMANISTICHE.
Ciò che davvero doveva distinguere l'istruzione liceale era la sua ORGANIZZAZIONE e un più RIGOROSO CONTROLLO era esercitato sulla vita dei liceali.

IL SISTEMA UNIVERSITARIO:



Il 17 marzo 1808 venne varata la legge che fondò L'UNIVERSITA' IMPERIALE, composta da tante Accademie quante erano le corti d'appello. L'intero sistema scolastico era affidato a un "grand maitre" mentre le Accademie erano governate da un rettore.

UN FORTE CONTROLLO DA PARTE DELLO STATO:
Napoleone cercò di rendere ancora più CENTRALIZZATO E GERARCHICO il sistema scolastico imperiale. Il progetto per varie cause fallì ma sono chiari i principi su cui doveva poggiare la riforma. L'obiettivo era duplice : si trattava di controllare i responsabili e i contenuti dell'insegnamento e per garantire la sopravvivenza delle scuole pubbliche era indispensabile circoscrivere quelle private .

LA SCUOLA NAPOLEONICA IN ITALIA:
La legge del 1802 fu applicata anche nella Repubblica italiana e nel Regno d'Italia. Questo stato, con capitale Milano comprendeva la Lombardia, il Novarese, il Veneto, il Trentino, il Friuli, l'Emilia-Romagna, le Marche. 
Per sovrintendere al funzionamento delle scuole fu istituita la DIREZIONE GENERALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE. 
A differenza di quanto accadeva in Francia l'azione si rivolse a incrementare l'istruzione elementare e si voleva dotare ogni comune di una scuola.        
  

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